ACQUA IN BOTTIGLIA  O ACQUA DI RUBINETTO?

Alcuni consumatori preferiscono l'acqua in bottiglia perche' ritengono che dia garanzie superiori a quella del rubinetto, che abbia un gusto migliore, che sia piu' controllata, piu' sicura. Sono pregiudizi instillati da un potente, quotidiano martellamento pubblicitario. Altri ritengono che l'acqua in bottiglia aiuti alcune funzioni del metabolismo: che faccia digerire meglio che faciliti le diuresi, che aiuti i bambini a crescere meglio.

Qui entra in gioco un altro equivoco, anche questo alimentato ad arte, e in malafede: fatta eccezione per qualche marca molto particolare( quelle , per intenderci, che si prendono dietro prescrizione e sotto controllo del medico) le acque in bottiglia non hanno proprieta' medicinali. Altri, e sono la stragrande maggioranza, comprano l'acqua in bottiglia per abitudine, perche' la ritengono una scelta comoda, veloce e poco costosa. Sbagliano. Qualcuno la ritiene anche una scelta ecologica, abbagliato dalla scritta "imbottigliata come sgorga dalla sorgente". Sbaglia due volte.

La scelta dell'acqua in bottiglie di plastica e' costosa: all'acquisto( con il costo medio di una bottiglia di marca si pagano da 500 a 1000 litri di acqua di acquedotto), come pure allo smaltimento: recenti studi hanno fissato in 40 centesimi il costo dello smaltimento di una singola bottiglietta.

E' costosa anche in termini di trasporto: pensiamo all'assurdita' delle migliaia di camion che trasportano al nord acqua imbottigliata in Umbria o in Sicilia, acqua imbottigliata in Piemonte, e pensiamo all' inquinamento che questo assurdo traffico produce. E' quindi antiecologica: I gas derivanti dal suo incerenimento sono dannosi all' atmosfera. Per non parlare dei milioni di bottigliette lasciate in giro da persone incivili, che vanno a sporcare la natura anche negli angoli piu' nascosti. E' scomoda: chiunque porti a casa una cassetta d'acqua dal supermercato lo sa, e lo sa soprattutto il gestore di un locale pubblico, costretto a movimentarne centinaia al giorno.

E' meno controllata di quella del rubinetto, con l'incognita del degrado qualitativo che puo' subire durante le soste sui piazzali assolati dei supermercati.

Evitiamo dunque di comperare acqua in bottiglie di plastica: e' una scelta poco evoluta, poco consapevole e poco responsabile. Non ascoltiamo le sirene del marketing. Con  riferimento agli Enti Pubblici, vi segnaliamo che alcune citta' italiane hanno gia' svolto alcune iniziative promozionali atte all'abolizione dell'acqua in bottiglia. Firenze (2004): grazie ad un finanziamento della regione Toscana, il quartiere 4 ( meglio noto come l'isolotto) promuove un'iniziativa denominata Acquartiere, con lo scopo di ridurre I rifiuti delle bottiglie di plastica, che vanno a gravare sulle tasse di smaltimento che pagano I cittadini.

Ferrara (2006) : progetto "Piu' fontane, meno plastica" ha installato impianti presso uffici pubblici, scuole, associazioni di volontariato, bar e ristoranti.

Asti (2007) : durante la "Sagra delle Sagre", sono stati istituiti 5 punti di approvigionamento per fare assaggiare a tutti gli intervenuti l'acqua dell'acquedotto affinata.