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IL CALENDARIO DEL VINO Per Santa Barnaba' l'uva viene il fiore va. Per San Pietro l'uva e' grossa come il pepe. Quando il sole va in leone e' buono il vino e il melone. Sant' Apollinare, l'uva nera fa diventare. Chi zappa la vite in agosto avra' molto mosto. In agosto matura il mosto. Per San Lorenzo l'uva tinge. Settembre, l'uva e' fatta e il fico pende. Quando la vite piange il villano ride. L'acqua di San Benedetto per la vite e' veleno. Ottobre in cantina, da sera alla mattina. Per San Martino apri la botte e assaggia il vino. Per San Omobono il vino e' buono. ù
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PROVERBIO DEL MESE CI VUO' IEGN' LU CIUDDUAR' , ZAPP' E PUT' LU MUES' D' SC' NNAR (SE VUOI RIEMPIRE LA CANTINA DI VINO , ZAPPA E POTA NEL MESE DI GENNAIO) (PROVERBIO LUCANO) IN FACEBOOK ISCRIVETEVI AI GRUPPI "LAMBRUSCO" , "ILGRANDEVINO"
LA CANTINA Si dice che dalle Langhe emani la più autentica fra le poesie del vino. È proprio nel cuore della Langa, a sette chilometri da Alba, si sale a Diano d'Alba, cittadina d'origini antichissime, che traggono il suo nome dal tempio dedicato a Diana, dea della caccia, sia dei Liguri sia dei Romani.Pian piano nei tempi, qui gran parte dei boschi hanno ceduto il posto ai vigneti, che adesso si estendono su circa 500 ettari, ad un'altitudine compresa fra i 400 e i 600 metri. Città del Vino, dominata dalla sua Rocca, Diano d'Alba, con l'arco delle alpi Cozie e Marittime a fargli da sfondo, ospita nel suo territorio eccelse produzioni vinose: dal Barolo DOCG ai vini DOC: Dolcetto di Diano, Barbera d'Alba, Nebbiolo D'Alba, Langhe Chardonnay, Langhe Dolcetto. È in questo fascinoso ambiente, ricco di naturalità , che sul davanzale di una graziosa collina, proprio di fronte alle <<lingue>> di terra, cioè le Langhe, profumate dai sarmenti, dall'uva fresca e dai mosti in vendemmia, nonché dalla viola mammola e dal tartufo quando il vino si completa nei tini, che sorge la nuova cantina <<PRODUTTORI DIANESI>>. La raggiungi in via Santa Croce, 1/bis appena fuori dell'abitato di Diano d'Alba, in mezzo ad un lindo e geometrico serto d'aggiornati vigneti. L'edificio, ben inserito nel verdeggiante paesaggio, è stato costruito nel pieno rispetto delle norme ambientali, con tutti i crismi tecnologici moderni per ridurre le produzioni, altamente selezionate, dei quattro soci, tutti residenti e attivi a Diano D'Alba, già <<pagus>> dei Romani, che alla sua potenza politica e militare ha fatto seguire quella, ben più pacifica, dei crus e dei sörì, ossia di quei vigneti di maggior vocazione vinosa. Quei quattro baldi vignaioli, ideatori del progetto di unificare le rispettive produzioni, tutte d'alto rango, sono: Giampaolo Boffa, Carlo Gallizio, Giovanni Arione, vale a dire gli elementi del <<Wonder team>> che hanno creato la <<Produttori Dianesi>>. OFFERTA DEL MESE Nome Confezione: mista 6 - 1 di Nebbiolo d’Alba D.O.C 13,0 - 1 di Barilat vino rosso 13 - 1 di Langhe Dolcetto D.O.C. 11,5 - 1 di Sori Santa Lucia (dolcetto) D.O.C.G.13.5 - 1 di Sori LaRocca (dolcetto) D.O.C. 13.5 - 1 di Diano (dolcetto) D.O.C.G.12.5 Prezzo tutto compreso 55,00
RICETTE GNOCCO FRITTO Difficolta' : Media Preparazione: 60 min. Cottura: 2 min Costo: Molto basso INGREDIENTI 180 ml acqua - 500 gr farina – 12 gr lievito di birra – 10 gr sale – 70 gr strutto – 1 cucchiaino di zucchero – q.b. Olio di oliva o strutto PREPARAZIONE Sbriciolare in una ciotola il lievito, unite un cucchiaino di zucchero e mescolate 50 ml di acqua tiepida finche' il lievito non si sara' sciolto. Unite quindi 2 cucchiai di farina a formare una morbida pastella che lascerete riposare per mezzora. Versate la restante farina in una ciotola e unite la pastella, aggiungete lo strutto e fate sciogliere 10 gr di sale in 125 ml di acqua tiepida. Versate poi l'acqua all'interno della ciotola e cominciate a impastare. Amalgamate bene tutti gli ingredienti. Trasferite l'impasto su un piano infarinato e lavoratelo fino a renderlo liscio e omogeneo. Dategli la forma di una palla, incidetelo a croce e mettetelo in una ciotola capiente precedentemente spolverizzata con la farina. Sigillate la ciotola con la pellicola trasparente. Lasciate lievitare per 4 ore. Trascorso il tempo necessario stendete l'impasto su di un piano e lavoratelo con il matterello per ottenere una sfoglia spessa 3 mm. Con un tagliapasta ricavate dei quadrati di circa 8cm per lato e friggete in abbondante olio di oliva o strutto NEWS Consigli per imbottigliare...........segue_ Progetto adotta un pannello solare....segue CONSIGLI MANGIARE E BERE PRODOTTI BIO FANNO BENE ANCHE ALL' AMBIENTE Non solo buon cibo. Il biologico batte il convenzionale anche dal punto di vista climatico. Un primato inteso come minor emissione di CO2. Basta fare un raffronto per capire il diverso impatto ecologico dei due sistemi. Un campo coltivato ad agricoltura convenzionale con mais e soia in rotazione e con utilizzo di fertilizzanti chimici ed erbicidi, trattiene 217 kg di carbonio per ettaro all'anno. Un terreno biologico coltivato a frumento, mais, soia con introduzione di sovesci di veccia su mais e segale, trattiene in media 857 kg di carbonio per ettaro all'anno. Il risultato e' evidente: il beneficio per il clima con un sistema biologico e' circa 4 volte superiore all'agricoltura convenzionale contribuendo quindi ad abbattere l'emissione di gas serra in atmosfera. Questo senza considerare l'ulteriore riduzione di emissioni inquinanti, legate ad esempio all'uso di carburanti di origine fossile, che deriva da un'alimentazione basata sulla filiera corta e sulla stagionalita' dei prodotti agricoli. A tal proposito, consumare prodotti biologici riduce la nostra "impronta ecologica", cioe' il consumo di risorse naturali legate all'assunzione di determinati alimenti? In questo caso e' molto utile considerare uno studio realizzato in Austria dall'Universita' di Vienna che mette in relazione I differenti sistemi agricoli(convenzionale biologico) con I diversi modelli alimentari, per verificare come questa interpolazione contribuisca all'emissione di gas serra. Se lo stile alimentare corrente e' basato su un'alimentazione ricca di proteine animali, lo stile corretto, e' una dieta che fa maggiore uso di cereali, frutta, verdura e proteine vegetali, con diminuzione di carne e altri prodotti animali rispetto allo stile corrente. Premesso cio' si stima che per un uomo che consuma 644 kg annui di prodotti freschi da agricoltura convenzionale, l'emissione di CO2 equivalente raggiunge I 1230 kg all'anno. Se quei 644 kg di prodotti freschi fossero invece biologici, il contributo di anidride carbonica crollerebbe del 30%, cioe' sarebbero immessi nell'ambiente solo 856 kg di CO2 annui. Quindi bisogna mangiare e bere biologico per la nostra salute e per quella della terra.
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OFFERTA DEL MESE:
PRODUTTORIDIANESI Confezione: mista 6 - 1 di Nebbiolo d’Alba D.O.C 13,0 - 1 di Barilat vino rosso 13 - 1 di Langhe Dolcetto D.O.C. 11,5 - 1 di Sori Santa Lucia (dolcetto) D.O.C.G.13.5 - 1 di Sori LaRocca (dolcetto) D.O.C. 13.5 - 1 di Diano (dolcetto) D.O.C.G.12.5 Prezzo tutto compreso 55,00 Per info: ilgrandevino@email.it |
IL LAMBRUSCO GRASPAROSSA • Di Paolo Massobrio Amo iI Lambrusco senza riserve; Io amo perche' e' il vino del mio sogno, guardavo i film di Peppone e don Camillo vino rosso scuro che in un attimo riempiva il bicchiere di una cosa che univa, era il simbolo delia tavola e della tovaglia, della gente che, nonostante tutto, sapeva stringersi la mano. Amo iI Lambrusco perche' e' il vino della cucina padana, compagno del maiale in tutte Ie sue espressioni culinarie che questa terra riesce a dare. Amo il Lambrusco perche' sono di parte e in cuor mio ho un pensiero inconfessabile: il vino e' innanzitutto rosso. Dunque ben venga il Lambrusco come aperitivo, oppure come principe degli happy hour di qualita', non di quelli scadenti che non sanno selezionare un vino di qualita'. Appunto un Lambrusco. Ho poi un'incazzatura dentro di me, generata da quel rifiuto generale che molti hanno per questo vino. La colpa e' di una politica massiva che ha tenuto sotto i livelli delia decenza il valore aggiunto su questa tipologia di vino e di una certa pubblicistica che ha idee sbagliate sui concetto di cosa sia un "grande" vino. Be, sapere qual e il grande vino ? E' iI vino che si beve. Datemi un bicchiere di Grasparossa accidenti!
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