ILGRANDEVINO

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 IL CALENDARIO DEL VINO

Per Santa Barnaba' l'uva viene il fiore va.

Per San Pietro l'uva e' grossa come il pepe.

Quando il sole va in leone e' buono il vino e il melone.

Sant' Apollinare, l'uva nera fa diventare.

Chi zappa la vite in agosto avra' molto mosto.

In agosto matura il mosto.

Per San Lorenzo l'uva tinge.

Settembre, l'uva e' fatta e il fico pende.

Quando la vite piange il villano ride.

L'acqua di San Benedetto per la vite e' veleno.

Ottobre in cantina, da sera alla mattina.

Per San Martino apri la botte e assaggia il vino.

Per San Omobono il vino e' buono.
MANGIARE E BERE PRODOTTI BIO
FANNO BENE ANCHE ALL' AMBIENTE
Non solo buon cibo. Il biologico batte il convenzionale anche dal punto di vista climatico. Un primato inteso come minor emissione di CO2. Basta fare un raffronto per capire il diverso impatto ecologico dei due sistemi. Un campo coltivato ad agricoltura convenzionale con mais e soia in rotazione e con utilizzo di fertilizzanti chimici ed erbicidi, trattiene 217 kg di carbonio per ettaro all'anno. Un terreno biologico coltivato a frumento, mais, soia con introduzione di sovesci di veccia su mais e segale, trattiene in media 857 kg di carbonio per ettaro all'anno. Il risultato e' evidente: il beneficio per il clima con un sistema biologico e' circa 4 volte superiore all'agricoltura convenzionale contribuendo quindi ad abbattere l'emissione di gas serra in atmosfera. Questo senza considerare  l'ulteriore riduzione di emissioni inquinanti, legate ad esempio all'uso di carburanti di origine fossile, che deriva da un'alimentazione basata sulla filiera corta e sulla stagionalita' dei prodotti agricoli. A tal proposito, consumare prodotti biologici riduce la nostra "impronta ecologica", cioe' il consumo di risorse naturali legate  all'assunzione di determinati alimenti? In questo caso e' molto utile considerare uno studio realizzato in Austria dall'Universita' di Vienna che mette in relazione I differenti sistemi agricoli(convenzionale biologico) con I diversi modelli alimentari, per verificare come questa interpolazione contribuisca all'emissione di gas serra. Se lo stile alimentare corrente e' basato su un'alimentazione ricca di proteine animali, lo stile corretto, e' una dieta che fa maggiore uso di cereali, frutta, verdura e proteine vegetali, con diminuzione di carne e altri prodotti animali rispetto allo stile corrente. Premesso cio' si stima che per un uomo che consuma 644 kg annui di prodotti freschi da agricoltura convenzionale, l'emissione di CO2 equivalente raggiunge I 1230 kg all'anno. Se quei 644 kg di prodotti freschi fossero invece biologici, il contributo di anidride carbonica crollerebbe del 30%, cioe' sarebbero immessi nell'ambiente solo 856 kg di CO2 annui.
Quindi bisogna mangiare e bere biologico per la nostra salute e per quella della terra.

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IL LAMBRUSCO GRASPAROSSA
• Di Paolo Massobrio

Amo iI Lambrusco senza riserve;
Io amo perche' e' il vino del mio sogno, guardavo i film di Peppone e don Camillo
vino rosso scuro che in un attimo riempiva il bicchiere di una cosa che univa,
era il simbolo delia tavola e della tovaglia, della gente che, nonostante tutto,
sapeva stringersi la mano.
Amo iI Lambrusco perche' e' il vino della cucina padana, compagno del maiale in
tutte Ie sue espressioni culinarie che questa terra riesce a dare.
Amo il Lambrusco perche' sono di parte e in cuor mio ho un pensiero
inconfessabile: il vino e' innanzitutto rosso. Dunque ben venga il Lambrusco
come aperitivo, oppure come principe degli happy hour di qualita', non di quelli
scadenti che non sanno selezionare un vino di qualita'.
Appunto un Lambrusco.
Ho poi un'incazzatura dentro di me, generata da quel rifiuto generale che molti
hanno per questo vino. La colpa e' di una politica massiva che ha tenuto sotto
i livelli delia decenza il valore aggiunto su questa tipologia di vino e di una certa
pubblicistica che ha idee sbagliate sui concetto di cosa sia un "grande" vino.
Be, sapere qual e il grande vino ? E' iI vino che si beve.
Datemi un bicchiere di Grasparossa accidenti!
RICETTE

GNOCCO FRITTO
Difficolta' : Media
Preparazione: 60 min.
Cottura: 2 min
Costo: Molto basso
INGREDIENTI
180 ml acqua - 500 gr farina – 12 gr lievito di birra – 10 gr sale – 70 gr strutto – 1 cucchiaino di zucchero – q.b. Olio di oliva o strutto
PREPARAZIONE
Sbriciolare in una ciotola il lievito, unite un cucchiaino di zucchero e mescolate 50 ml di acqua tiepida finche' il lievito non si sara' sciolto. Unite quindi 2 cucchiai di farina a formare una morbida pastella che lascerete riposare per mezzora. Versate la restante farina in una ciotola e unite la pastella, aggiungete lo strutto e fate sciogliere 10 gr di sale in 125 ml di acqua tiepida. Versate poi l'acqua all'interno della ciotola e cominciate a impastare. Amalgamate bene tutti gli ingredienti. Trasferite l'impasto su un piano infarinato e lavoratelo fino a renderlo liscio e omogeneo. Dategli la forma di una palla, incidetelo a croce e mettetelo in una ciotola capiente precedentemente spolverizzata con la farina. Sigillate la ciotola con la pellicola trasparente. Lasciate lievitare per 4 ore. Trascorso il tempo necessario stendete l'impasto su di un piano e lavoratelo con il matterello per ottenere una sfoglia spessa 3 mm. Con un tagliapasta ricavate dei quadrati di circa 8cm per lato e friggete in abbondante olio di oliva o strutto
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